In maniera piuttosto simile al recente e riuscitissimo "L’incredibile viaggio della tartaruga" (2009) di Nick Stringer, è una tartaruga marina che seguiamo nell’esplorazione di un ecosistema ricco e fragile, attraverso un viaggio volto a toccare Kelp Forest in California, la Grande Barriera Corallina Australiana e Roca Partida in Messico, dimora di migliaia di squali, tra capodogli, draghi marini e megattere.
Un viaggio nelle profondità marine che, grazie al sistema di visione tridimensionale, trasforma lo schermo cinematografico in un ideale grosso acquario immerso nel blu, con murene, razze e meduse che sguazzano illusoriamente vicino agli occhi dello spettatore.
Una sequela di splendide immagini comprendenti anche delfini maculati e coralli, magnificamente rese dalla fotografia di Gavin McKinney e commentate nella versione originale dall’attrice premio Oscar Marion Cotillard e in quella italiana dal trio comico costituito da Aldo, Giovanni e Giacomo, i quali ricorrono a toni altamente ironici (citano perfino il film "L’orca assassina").
Una scelta del distributore nostrano, quest’ultima, atta con ogni probabilità a rendere maggiormente fruibile il prodotto per gli spettatori più piccoli, ma destinata, in maniera paradossale, a disturbare non poco gli adulti impegnati nell’affascinante visione.
Infatti, è soltanto ignorando l’audio che riescono a farsi rapire pienamente dal ritratto dell’infinità di prede e predatori destinati a portare avanti la legge marina del mangiare o dell’essere mangiati, tra processione degli squali martello, incessante caccia del Pesce Leone, danza delle foche e un incontro con il lamantino, vegetariano e colpito da flatulenza.
La frase: "Per sopravvivere qui nell’oceano bisogna essere molto ingegnosi".















