DISCRIMINAZIONE
La storia del marine statunitense che approda sul pianeta Pandora finendo per schierarsi con gli alieni blu nella lotta agli umani ricorda, infatti, a molti la figura del “messia bianco” che salva gli indigeni.
Il film è stato, quindi, accusato da numerosi blog e giornali di un velato – ma non troppo – “sottofondo razzista”, in cui gli umani sono, inoltre, disegnati come immorali e violenti.
Il tentativo di Cameron di creare un film sulla tolleranza e sul rispetto degli altri non è stato dunque “colto” da tutti gli spettatori.
3D
Il film sarà, inoltre, trasmesso in 3D, con tanto di occhiali dati in dotazione all’interno dei cinema. E anche sul 3D si scatena la polemica degli oculisti, che non consigliano assolutamente la visione prolungata con gli “occhialetti magici”.
L’allineamento non corretto dei due proiettori che creano l’immagine in 3D può, infatti, provocare forti mal di testa.
Se consideriamo che “Avatar” dura ben 156 minuti, possiamo spiegarci lo scetticismo dei medici.
Gli esperti, tuttavia, frenano gli allarmismi e sono molti fiduciosi nei confronti del 3D di ultima generazione, che non dovrebbe creare problemi di allineamento.
BAMBINI
Superati i problemi di vista, rimangono quelli che “Avatar” ha creato con i ragazzi al di sotto dei 13 anni, ma solo qui in Italia.
Negli Stati Uniti, infatti, il film è stato classificato come un “Pg13”, ossia come “Parent Guidance 13”.
Non è un divieto assoluto, ma sta a significare che i bambini al di sotto dei 13 anni potrebbero “non essere pronti” alla visione di alcune scene.
Molti paesi europei hanno seguito l’esempio degli USA, tranne il nostro, dove la Commissione Censura l’ha definito “adatto a tutti”.
Insomma, tra divieti e problemi di vista (e ulteriori polemiche sulla protagonista Sigourney Weaver accanita fumatrice nel film) sembra che si tenti in tutti i modi di frenare il successo di “Avatar”.





























