Se al momento non esiste ancora uno scontro tra le soluzioni tradizionali e gli SSD, Seagate si è accorta dell'importanza di questi ultimi, e di come, molto probabilmente in un prossimo futuro, rappresenteranno una valida alternativa ai sistemi attualmente in commercio.
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così descrive la situazione il CEO di Seagate, che vede ancora quindi lontano l'avvento di massa sul mercato dei modelli SSD.
Secondo le analisi di Krishna Chander, senior analist per iSuppli, infatti, il costo per GB di un SSD da 128GB è di 3,58$, ancora parecchio lontano da quanto è in grado di garantire un disco sviluppato con tecnologia tradizionale. Secondo Chander saranno necessari ancora dai tre ai quattro anni affinchè le soluzioni SSD diventino un prodotto di massa.
Al momento Seagate si trova quindi a dover studiare il fenomeno e a vagliare la migliore strategia per riuscire ad avere il miglior approccio possibile: nel 1997, anno in cui la tecnologia ottica sembrava destinata a dover schiacciare gli hard disk, Seagate acquistò Quinta, una compagnia con diversa esperienza in questo campo. All'epoca, una mossa che si rivelò poco lungimirante, ma che comunque rese la società pronta ad un possibile e diverso scenario futuro. Al momento, secondo le prime affermazioni di Watkins, la ricerca e sviluppo per il mercato SSD rimane confinata all'interno della stessa società. Western digital, acerrimo rivale di Seagate, ha comunicato nel corso della settimana, l'acquisizione di SiliconSystems, azienda attiva sul settore SSD: proprio questa mossa avrebbe potuto rappresentare un campanello di allarme.
Almeno in parte la società americana ha già dimostrato di tenere in alta considerazione la memoria flash, con l'introduzione sul mercato di soluzioni ibiride come i Momentus, caratterizzati dalla presenza sia di un disco tradizionale, sia di memoria flash, che però, al momento, hanno avuto poco successo sul mercato.


















